Promozione: dopo la sentenza del Tribunale Federale si parte da -1

lnd-logoParte in salita la nuova stagione di Promozione per i colori biancorossi dopo la sentenza del Tribunale Federale che ha stabilito le seguenti sanzioni a carico del Fiorano Calcio. Un punto di penalizzazione da scontare nel campionato di Promozione 2020/2021, ammenda di 500,00 € alla società, squalifica fino al prossimo 19 ottobre per il calciatore Klevis Naska (due giornate). Inoltre, sono stati inibiti il presidente Michele Iacaruso per tre mesi, i dirigenti accompagnatori Eric Toro per due mesi e Cesare Zunarelli per un mese. Tutto ciò può sembrare una catastrofe, ma in realtà non è così. Se consideriamo le richieste iniziali del Giudice Sportivo (8 punti di penalizzazione, 8 giornate di squalifica per il calciatore e inibizioni maggiori per i dirigenti) la sentenza definitiva è da prendere come un riconoscimento della buona fede del Fiorano su tutta la vicenda. A dirlo sono le seguenti motivazioni riportate nella sentenza stessa: “valutati gli argomenti difensivi addotti dalle parti deferite ed accertato che effettivamente il caso di specie si configura come irregolare tesseramento piuttosto che come mancato tesseramento” e ancora: “ritenuto che nel caso di specie si ravvisano una serie di circostanze attenuanti a favore delle parti deferite, in particolare a riguardo della società Fiorano che peraltro nella passata stagione sportiva ha effettivamente già subito, ad opera del Giudice Sportivo del CRER, sanzioni disciplinari per i medesimi fatti come peraltro è accaduto per il calciatore Klevis Naska”. Certo le sanzioni sono comunque importanti, ma ciò che conta è che la serietà della società, dei dirigenti e del giocatore non viene messa in discussione: in sostanza si è trattato di un ‘inghippo’ burocratico, una dimenticanza sulla mancata presentazione di un documento su un calciatore cresciuto nel Fiorano e quindi si esclude le volontà della società di voler trarre vantaggio dalla situazione. Potremmo fare questo esempio: un automobilista che viene multato perché a un controllo non ha con sé la patente, non vuol dire che non è patentato, ma che ha semplicemente dimenticato il documento a casa. Una dimenticanza che costa comunque cara ai biancorossi, ma esclude la volontà di ‘barare’ e certifica l’assoluta buona fede della società.