Quattro chiacchiere con Leopoldo Matta

LeoInauguriamo oggi un ciclo di interviste ai componenti dello staff tecnico e dirigenziale dell’A.C. Fiorano. Il primo con il quale abbiamo scambiato quattro chiacchiere è Leopoldo Matta, responsabile del settore giovanile e della scuola calcio della società. L’intervista è della giornalista Silvia Resta che abbiamo presentato nei giorni scorsi.

Il tuo ruolo è uno dei più importanti nell’ambito dell’organizzazione societaria, facendo un po’ da legante per gran parte delle attività. Raccontaci più nel dettaglio di cosa ti occupi.
Il mio ruolo all’interno del settore giovanile è quello di chi controlla e fa in modo che tutte le attività legate a scuola calcio e attività agonistica siano coordinate fra di loro. Nel dettaglio le mie mansioni vanno dall’organizzazione delle squadre ad inizio stagione (attività quindi di ricerca allenatori, costruzione squadre per le varie annate, iscrizioni nei vari campionati, ecc.) alla gestione pratica di tutte squadre durante il corso dell’anno all’interno dei rispettivi campionati. Questo almeno la parte standard del mio ruolo. A tutto questo si aggiunge anche l’incontrare i genitori di tutti i ragazzi, spiegare quali sono i nostri obiettivi e qual è la nostra linea di condotta all’interno della società, in maniera che sappiano già a che cosa vanno incontro.

A tal proposito, com’è il rapporto tra i genitori e voi dirigenti? Spesso si sente dire siano una risorsa quanto a volte un problema. Qual è la tua opinione in merito?
Come dicevo, chi iscrive il proprio figlio qui da noi sa già in partenza qual è nostra linea di condotta, al di là dell’aspetto strettamente tecnico. Abbiamo infatti stabilito delle regole ben precise che abbiamo messo su carta, che consegniamo ai genitori sin dal primo momento e che riguardano il comportamento da tenere sui campi, negli spogliatoi, in palestra, e ancora con gli istruttori, i dirigenti, gli avversari e i compagni, da parte dei calciatori, ma spiegano anche il rapporto che devono tenere i genitori nei confronti dei tecnici, istruttori e dirigenti della società che comunque sono sempre aperti al dialogo. In ogni caso, i genitori sono indubbiamente una risorsa importante, ma due sono gli aspetti che spesso rovinano i rapporti: le alte aspettative sui propri figli, che li porta spesso a lamentarsi che il proprio figlio gioca poco, minacciando di spostarli in altre società dove a dir loro si fa più carriera ecc., quando invece, anche per il bene dei propri figli, dovrebbero lasciarli liberi di giocare e divertirsi; e il contestare le decisioni arbitrali, o in generale entrare nel merito delle decisioni che si prendono sul campo, anche perché i ragazzi stessi, e questo si può vedere nelle categorie dove non ci sono arbitri, sanno autoregolarsi benissimo: sanno quando c’è fallo, sanno qual è la punizione per la regola di gioco infranta ecc., la difficoltà nasce quando i genitori dagli spalti gli urlano qualcosa che invece loro percepiscono come irregolare e così vanno a disturbare non il momento della gara, ma anche la serenità in generale dei ragazzi. È per evitare situazioni spiacevoli come questa che ci teniamo a precisare prima la nostra linea di condotta come società in merito a questi aspetti che sappiamo essere rilevanti per i genitori: comunicazione e condivisione sono infatti per me fondamentali in ogni aspetto del mio lavoro.
Parlando invece del tuo rapporto con la l’AC Fiorano, qual è la tua storia all’interno della società? Quali i valori che ti hanno spinto a tornare qui seppur in diversi ruoli?
Innanzitutto io nasco come giocatore del Fiorano, fin dalle giovanili, quindi quello che mi lega a questa società è principalmente affetto, ma anche la convinzione di far parte di un gruppo importante. Successivamente sono diventato allenatore, sempre nel settore giovanile, e (a più riprese) ho allenato le categorie di Giovanissimi, Allievi e Juniores. In questa fase ho contemporaneamente affiancato il mio ruolo tecnico a quello dirigenziale di responsabile del settore giovanile, fino a che, essendomi reso conto di aver esaurito quello che potevo dare sul campo ma volendo ancora rimanere legato alla società, ho deciso di farlo diventare il mio ruolo principale.
Un’associazione sportiva all’interno di un territorio ha oggettivamente un impatto sociale non indifferente. Come si rapporta la società dell’AC Fiorano con la comunità cittadina?
Uno degli aspetti a cui la società tiene maggiormente in questo senso è l’inclusione. Per questo chiunque si presenti qui per l’iscrizione dei propri figli viene accolto, soprattutto nella scuola calcio. Questo anche proprio per rafforzare il legame, già comunque forte ed esistente da molti decenni, con il territorio, tra la società e gli abitanti di Fiorano, facendoli sentire parte della società del proprio paese. E proprio per l’obiettivo di non escludere nessuno che manifesti il desiderio di giocare con noi, in determinate circostanze ci siamo anche attivati per supportare economicamente le famiglie che non potevano permettersi la spesa dell’iscrizione.
Entrando ora un po’ più nell’ambito tecnico, qualche mese fa la società ha ospitato un istruttore federale nell’ambito del programma della Figc per lo sviluppo territoriale denominato “Evolution Program”. Raccontaci quest’esperienza.
È stata un’esperienza importante per la nostra società e che sicuramente ripeteremo prossimamente. In questa occasione sono stati coinvolti i bambini classe 2014, seguiti dall’istruttore federale di attività di base Nicola Stefani, ma prossimamente coinvolgeremo nel progetto anche altre annate. Lo abbiamo fatto perché come società crediamo nelle metodologie applicate dagli istruttori federali e vogliamo che i nostri istruttori prendano spunto da loro. Al centro delle loro metodologie c’è il concetto che l’allenamento, soprattutto a quell’età, deve essere un gioco, non deve esserci agonismo. Le partite sono quindi giocate senz’arbitro, su tre tempi e con la regola che, anche per pochi minuti, i bambini giochino tutti. Questo investimento della società si affianca anche a quello della scelta di allenatori principalmente giovani e competenti, desiderosi di formarsi e aggiornarsi costantemente sulle tecniche non solo di gioco ma anche di approccio e di gestione dei gruppi sportivi formati da bambini. Mi preme inoltre sottolineare il discorso della continuità degli allenatori, aspetto in cui personalmente ho investito tanto. Per me, infatti, a girare devono essere le squadre, non gli allenatori. Gli allenatori devono essere specializzati e formati per seguire una specifica fascia d’età, solo così i ragazzi possono essere accompagnati nella crescita, tecnica e umana, in modo adeguato e produttivo.
A livello di strutture, l’AC Fiorano ha a disposizione diversi campi e palestre, una superficie di gioco utilizzabile molto vasta e che sicuramente rappresenta una risorsa per la società. Quali sono le problematiche legate alla loro gestione?
Avendo a disposizione tre campi, i due in erba sintetica, il campo Ferrari a Fiorano e il campo Baita a Spezzano e uno in erba sintetica il campo Cuoghi a Fiorano, più il campo di calcetto, e tante squadre (circa quattrocento iscritti), le problematiche in questo senso sono legate principalmente all’organizzazione. Vogliamo infatti poter garantire a tutti la possibilità di allenarsi almeno due volte a settimana sul sintetico e una volta sul campo in erba, in modo da non avere problemi quando vanno fuori a giocare, quindi la mole di lavoro per incastrare tutto alla perfezione (orari, esigenze, trasporti, ecc.) è davvero immensa. Allo stesso tempo però poter avere questa pluralità di strutture, senza contare anche la palestra al chiuso, dove possiamo garantire gli allenamenti dei più piccoli o quando c’è brutto tempo, sono decisamente un vantaggio per la società, tanto che non di rado anche altre società del territorio si sono rivolte a noi per poterli utilizzare.
Quali sono i tornei che organizzate come società e quelli a cui avete in programma di partecipare prossimamente?
In questo periodo di pandemia la questione tornei è un po’ in standby. Tra quelli a cui siamo soliti partecipare con diverse annate ci sono il Boldrini e il Rognoni, i più prestigiosi nel nostro territorio, ma anche a tanti altri di cui molti organizzati dalla federazione. Inoltre, come società, organizziamo direttamente il Città di Fiorano, che riguarda i piccolissimi, e che di solito si svolge nel mese di maggio e il Memorial Girotti, che si fa poco prima di Natale. Inoltre, storicamente, la società partecipa, anche come organizzazione e gestione, al Memorial Sassi, un torneo di calcio internazionale giovanile che nel periodo pasquale ospita squadre da tutto il mondo e che nel corso degli anni ha visto partecipare campioni del calibro di Pogba, Barella, Berardi, Martins, Toni e tanti altri e società come Bayern di Monaco, Manchester United, Barcellona, Juventus, Napoli, Milan Inter.
Chiudiamo infine con un saluto ai tifosi e ai ragazzi.
Visto che siamo a metà dicembre mi sembra opportuno mandare a tutti un sincero augurio di Buon Natale con la speranza che questo momento difficile dovuto alla pandemia si possa mettere velocemente alle spalle definitivamente.
Silvia Resta