Il Punto del Presidente Michele Iacaruso

micheleFine anno, tempo di bilanci e discorsi a cui, come ogni presidente che si rispetti, non si sottrae Michele Iacaruso, numero uno del sodalizio biancorosso. Ecco quanto emerso da una lunga chiacchierata con la giornalista Silvia Resta.
Alla fine di questo 2021, qual è il bilancio annuale riguardo le attività dell’AC Fiorano?
Anche se rispetto all’anno scorso i problemi sono stati tutto sommato meno seri, anche quest’anno il covid ha influenzato in modo consistente lo svolgersi delle nostre attività abituali. Tuttavia, verso l’estate, a partite dal mese di giugno, quando i protocolli dell’Emilia-Romagna hanno permesso lo svolgimento di attività di contatto, abbiamo cercato in tutti i modi di ripartire, sempre in modo corretto e rispettando tutte le regole sanitarie, per poter tenere i ragazzi impegnati, piuttosto che lasciarli chiusi in casa o saperli per strada. Questo perché abbiamo notato che i problemi più grossi non siano, come pensavamo, nei bimbi piccoli, in realtà loro evidentemente fanno prima a dimenticare certe problematiche, ma nei ragazzi dai 14 ai 18 anni. Si capiva che non avessero più voglia di studiare, né di lavorare, né di giocare: erano assenti. Per questo motivo abbiamo provato a migliorare la loro situazione mettendo in atto la strategia di lasciarli giocare in campo in piena libertà. Quindi davamo loro i palloni, accendevamo le luci, mettevamo a disposizione tutto il necessario e loro potevano giocare senza regole ferree, facendo delle partite di calcio in libertà o giocando a calcio-tennis. Liberi di fare ciò che meglio credevano per svagarsi un po’.

Come si pone la società riguardo i vaccini?
In luglio ho fatto una comunicazione a tutti i tesserati maggiorenni (dirigenti, allenatori, secondi allenatori e giocatori) informando che chi non era vaccinato da noi non poteva collaborare. È stata una battaglia vinta, visto che ora siamo tutti quanti vaccinati, con green pass, compresi i giocatori minorenni (anche se per loro decidono i genitori e noi non possiamo imporre). Questo perché ritengo il vaccino non solo un atto a salvaguardia della propria salute, ma soprattutto un atto di solidarietà.
Come stanno andando le attività attualmente?
Devo dire che la ripresa, forse anche dovuta a come abbiamo operato nei mesi di giugno e luglio, è stata molto positiva. Andiamo discretamente bene col settore giovanile e anche con la scuola calcio, c’è un grande entusiasmo, anche dovuto al fatto che i nuovi allenatori sono appassionati e preparati, ma anche perché si viene da una situazione complicata del passato; quindi, avere questa libertà dà carica e entusiasmo. Con la Promozione siamo in linea con le aspettative, mentre la squadra di Seconda Categoria sta andando benissimo: siamo nella finale provinciale di Coppa Emilia e primi in classifica in campionato. È un buon gruppo, numeroso e disciplinato.
Sono state introdotte delle novità?
Quest’anno abbiamo aggiunto una squadra in più, la Juniores provinciale. In passato non avevamo i numeri per creare due squadre e mandavamo alcuni ragazzi a fare attività in altre società. Questo negli anni non ha pagato, anche perché questi ragazzi (16-18 anni) col tempo si perdevano. Per superare questa problematica abbiamo quindi deciso di fare uno sforzo e attualmente abbiamo due squadre Juniores che viaggiano abbastanza bene. In questo modo abbiamo la certezza che molti di questi ragazzi l’anno prossimo li avremo ancora con noi, disponibili e appassionati, e quelli che maggiormente si distinguono hanno la possibilità di accedere alle prime squadre.
In questo momento quali sono le principali criticità a cui far fronte?
Abbiamo notevoli difficoltà con le strutture, dovute a manutenzioni non eseguite. La tribuna che ancora non è disponibile dopo oltre sei anni che chiediamo un intervento. Nonostante ciò, cerchiamo di fare il meglio che possiamo, con tanti sacrifici, e di mettere nelle condizioni i gruppi di fare attività e di stare con gli altri. Si potrebbe forse fare anche meglio ma si fa di necessità virtù.
Quanto sono importanti gli sponsor?
Per fortuna abbiamo loro, che poi sono più che altro amici, che ci vogliono bene, che sanno quello che facciamo e come lo facciamo e che quest’anno hanno ripreso ad aiutarci come due anni fa. Per noi sono indispensabili, senza di loro non riusciremmo assolutamente a fare attività. Per questo li ringrazio e gli sono riconoscente. Inoltre, come tutti gli anni, abbiamo un occhio di riguardo nei confronti delle famiglie in difficoltà e cerchiamo di aiutarle nel limite del possibile, perché è giusto che tutti i bimbi, soprattutto i più piccoli, abbiano le stesse possibilità. La nostra idea di società è che i bimbi di 5 anni abbiano gli stessi diritti e doveri di un giocatore della prima squadra. Per questo motivo vestono tutti allo stesso modo e utilizzano gli impianti allo stesso modo. Ringrazio inoltre tutti quelli che ci sono vicini, che si impegnano, che hanno passione, volontà. Perché è vero che è un gioco, ma l’impegno ci va messo sempre in ogni caso. Infine voglio augurare a tutti, a partire dai genitori e dai ragazzi, passando poi per i componenti di staff tecnico e dirigenziale, di continuare quello che stiamo facendo sperando che questa emergenza sanitaria arrivi a destinazione positivamente al più presto. Felice 2022 alla grande famiglia biancorossa.
Silvia Resta